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Viaggi e turismo
sabato, 4 febbraio 2012 ore 12:43
La miccia innescata da Groupon
Se penso alla realtà pugliese, carica di tradizioni, di prodotti tipici, di luoghi unici e ancora sottovalutati, arrivo alla conclusione che una possibilità di promozione web del nostro territorio in forma di coupon vi sia...
di Piero Valenzano

Pochi mesi fa Groupon ha rifiutato un'offerta di acquisizione da circa 6 miliardi di euro. Qualcosa di impressionante, ma che non risulta né nuovo né inspiegabile.
Innazitutto l'offerente era un certo Google, un colosso che ha stupito il mondo della borsa 2.0 acquisendo YouTube dopo pochi mesi dalla sua nascita al prezzo record di quasi 2 miliardi di dollari.
Inoltre il rifiuto non è una cosa da pazzi, se si pensa che la neo-quotata in Wall Street sta pensando di lanciare un'offerta pubblica iniziale (IPO) che si aggira tra i 15 e i 20 miliardi. Numeri da capogiro, frutto di un'idea, quella del ventinovenne Andrew Mason, che hanno connotato il colosso dei gruppi di acquisto crowd-based come l'impresa con la crescita più veloce di sempre (ed una correlata capacità di monetizzazione).
Questo incredibile successo, come è ovvio che fosse, ha attirato nuovi soggetti economici che, parlando dell'Italia, hanno cominciato a far concorrenza a Groupon (tra i principali Groupalia e Letsbonus).
Originariamente il concetto prevedeva la possibilità di concretizzare, attraverso i gruppi di acquisto, degli sconti ragionevoli su prodotti di largo consumo.
Quel che Mason non aveva previsto è che, dato il languido periodo di crisi economica, sarebbero state in tante le imprese pronte a prostrarsi alla svendita del proprio prodotto pur di realizzare un certo flusso di cassa (pensate che Groupon chiede una commissione del 50% sulla vendita dei servizi e del 30% sulla vendita di prodotti).
Così, come fisiologica conseguenza, si è creata una furente lotta al prezzo più basso, con tutte le distorsioni in termini di rapporto qualità/prezzo derivanti da questa tendenza. Primi a lamentarsi sono stati gli utenti, i quali hanno lamentato su diversi blog e forum la propria insoddisfazione per il livello scadente del prodotto venduto. Sono sopraggiunti quindi gli esercenti, che lamentavano un bassi guadagni e ritorni nulli in termini di brand image, derivati dalla svendita del prodotto e del relativo marchio. Infine sono emerse le categorie di professionisti (in particolari quelle mediche) che hanno effettivamente impedito all'impresa di svendere servizi professionali rivolgendosi alle autorità competenti (la diatriba è ancora in atto).
Il punto, quello vero, è che Groupon e i concorrenti si propongono di "farti vivere la tua città" con sconti impressionanti, ignorando quanto questo possa spesso risultare una liquidazione coattiva dei valori aggiunti e degli attributi differenzianti di una specifica offerta territorialmente localizzata.
I gruppi di acquisto non valorizzano l'offerta di un territorio, anzi sminuiscono il concetto di un sistema economico territoriale, soggiogandolo alla logica dell'immediato apporto di liquidità.
Ma ogni impresa ha i suoi ritmi ed i prezzi sono funzione della capacità e della dimensione: pensate che un panettiere in Inghilterra, grazie a Groupon, ha perso 20.000£ in quanto si è visto costretto a produrre una quantità enorme di muffin ad un prezzo bassissimo.
Come insegnava il buon Porter, esistono strategie alla base di un'impresa, anche digitale, che comportano una scelta vincolante. Da un lato vi sono imprese che puntano alla leadership di prezzo, dall'altra esistono imprese che, puntando sulla diversificazione di prodotti e sul valore aggiunto dei propri attributi, spuntano prezzi più alti a fronte di un beneficio percepito maggiore.
Se penso alla realtà pugliese, carica di tradizioni, di prodotti tipici, di luoghi unici e ancora sottovalutati, arrivo alla conclusione che una possibilità di promozione web del nostro territorio in forma di coupon vi sia, ma che questa debba evolvere in modo sostenibile con il sistema, apportando valore, diffonendone la vocazione e promuovendone l'esperienza da parte dei suoi abitanti e di potenziali turisti.
Nel tempo questa idea di orientamento alla qualità e al prezzo equo è stata supportata dalla tangibile e negativa esperienza di esercenti ed albergatori locali con Groupon o concorrenti simili.
In questi mesi ho quindi collaborato allo sviluppo di una iniziativa davvero innovativa, promossa da un tour operator Gopuglia, operante da anni nel mondo del turismo pugliese, che puntava a coprire il "buco di mercato" nel mercato dei coupon online.
Sto parlando di MagicPuglia.it, un sito lanciato lo scorso venerdì, il quale propone alla sua utenza esperienze a tiratura limitata in Puglia, concordate e preparate con la collaborazione attiva dei partner, che si propongono di far scoprire una visione tutta nuova del tacco d'Italia: magica, suadente ed accattivante.
MagicPuglia.it non chiede neppure un euro per la prenotazione di un Coupon e, pur offendo ottimi sconti, promuove la Puglia turistica migliore, fatta di folklore, tipicità, tradizione.
Qualcosa di davvero innovativo, che non mancherà certo di evolvere e cambiare con l'esperienza dei prossimi mesi.
In modo schiettamente autoreferenziale, questa settimana vi invito tutti a visitare questa nuova idea tutta pugliese!

Visita http://www.magicpuglia.it

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Parole chiave: viaggi, puglia, turismo

 

   

 

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