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Innovazione e tecnologie
martedì, 6 dicembre 2011 ore 07:59
Più sicurezza con la "polizia partecipata"
Il Web 2.0 a servizio della sicurezza
di Gabriella Brienza

Sempre più diffuso l'uso dei social network per denunciare scorrettezze ed infrazioni di ogni tipo. Una interessante iniziativa arriva da Delhi che ha visto migliorare la circolazione stradale grazie alle segnalazioni su Facebook, da parte dei cittadini, di infrazioni del codice della strada. Difatti, a chiunque è data la possibilità di segnalare rallentamenti, parcheggi abusivi, sinistri stradali e quant'altro in tempo reale attraverso foto e video permettendo, così, un intervento tempestivo delle autorità competenti.
Per agevolare la diffusione del servizio ed, allo stesso tempo, garantire la sicurezza di chi compie la segnalazione sono state introdotte tecniche atte a garantire l'anonimato. Tip411 è appunto una tecnologia utile ad inviare SMS o pubblicare informazioni sulle bacheche Facebook delle autorità in forma anonima.

Oltre a Facebook, esistono siti come postacrime.com, che ospita foto e video di reati e persone scomparse per sensibilizzare i concittadini a collaborare con la giustizia, e ipaidabride.com che permette a chi ha subito un tentativo di corruzione di segnalarlo e geolocalizzarlo.

Le informazioni raccolte rappresentano un importante supporto al lavoro delle autorità competenti che, dopo averne opportunente controllato e selezionato i contenuti, possono diffondere quelle di pubblico interesse.
Nixle è, infatti, il nome di una nuova piattaforma utilizzata dalle autorità per informare i cittadini su questioni di ordine pubblico ed aumentare la sicurezza dell'utente. Basta iscriversi o scaricare l'app per smartphone per rimanere sempre aggiornati.
Oppure, su Trulia.com è possibile reperire informazioni, fornite dalla polizia, sul tasso di criminalità nei quartieri e sulla tipologia di reati commessi. Un esempio analogo è Police.uk, motore di ricerca del crimine gestito dalla polizia britannica che, in aggiunta, consente di visualizzare foto e conoscere nomi dei poliziotti di quartiere per individuarli più facilmente sulle strade.

Nonostante siano già numerosi gli stati nel mondo che sfruttano il potere dei social network e della tecnologia in genere per accrescere sicurezza e senso civico, in Italia la lotta alla criminalità non è ancora 2.0. Ci auguriamo che il connubio tra sicurezza e tecnologia diventi presto anche la nostra realtà.

Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate

 

Parole chiave: Polizia partecipata, web 2.0, postacrime.com, ipaidabride.com, sicurezza

 

   

 






 

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