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Curiosità
lunedì, 22 aprile 2013 ore 13:53
La ‘Porta dell’Inferno’ esiste realmente: scoperta in Turchia

Le ricerche dell’archeologo Francesco D’Andria, si sono svolte intorno all’area occupata un tempo dall’antica città di Hierapolis.

il team di archeologi al lavoro la 'Porta dell'Inferno' ricostruzione digitale del sito
di Giuseppe Papa

Dopo svariati anni di ricerche, la ‘Porta dell’Inferno’ è stata scoperta tra le rovine di un'antica città in Turchia e il merito è dell’archeologo italiano Francesco D’Andria, docente di archeologia classica presso l’Università del Salento.

Le ricerche, condotte dal team guidato dallo stesso D’Andria, si sono svolte intorno all’area occupata un tempo dall’antica città sacra di Hierapolis, in Frigia, oggi chiamata Pamukkale.

Seguendo il racconto di autori dell'Antichità come Cicerone, D’Andria stava tentando di trovare il cosiddetto ‘Cancello di Plutone’ o ‘Cancello dell’Inferno’, un sito di pellegrinaggio considerato appunto, nella mitologia greco-romana, la porta che conduce agli inferi.

Molti autori storici, come il geografo greco Strabone (vissuto tra il 64/63 a.C. e il 24 d.C. circa), hanno descritto che questo posto era colmo di densi vapori irrespirabili e nebbia e che gli animali che passavano attraverso di esso, morivano sul colpo.

Inoltre, questo sito era una meta rinomata per eseguire i riti di ‘incubazione’. I pellegrini s’immergevano nelle acque della piscina vicino al tempio e dormivano vicino alla grotta per ricevere profezie e visioni, in una sorta di effetto Delfi.

Attraverso la ricostruzione di questi documenti e la ricomposizione del percorso di una sorgente di origine vulcanica, che al tempo fungeva probabilmente da sorgente termale, l'archeologo italiano Francesco D'Andria è arrivato fino al leggendario Ploutonion.

Agli occhi del gruppo di spedizione, il sito  ha presentato diverse rovine piene di significato e valore storico: Gli archeologi hanno scoperto delle semicolonne ioniche. Sulla loro parte superiore, c’era l’iscrizione con dedica alle divinità degli inferi, Plutone e Kore.

Le macerie del tempio, una vasca e alcune aperture poste sopra la grotta convergono con le descrizioni del sito trovate nelle fonti antiche. La 'Porta dell’Inferno’ altro non è in realtà che una piccola grotta da cui fuoriuscivano gas tossici e, proprio per questo, i Sacerdoti la usavano per sacrifici animali.

Attualmente, dopo aver presentato i risultati della scoperta durante la conferenza sull’archeologia italiana a Istanbul, in Turchia, il team di archeologi è in fase di ricostruzione digitale del sito.

 

 

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Attibuzione - Non commerciale

   

 

Parole chiave: Turchia, scoperta archeologica, Francesco D'Ambra, Hierapolis, 'Porta dell'Inferno, Cicerone, Strabone

 






 

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lunedì 17 dicembre 2018

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